Mai come negli ultimi anni, le energie di Marzo, mese dedicato al dio della guerra Marte, si stanno muovendo così tanto nella nostra vita! Faccio parte della generazione di persone che la guerra l’ha solo studiata o sentita raccontare dai genitori o dai nonni o, al massimo, l’ha vista in televisione, durante i vari conflitti che, nel mondo, sono sempre accaduti e accadono ancora, ma che restano lontani dalle nostre vite quotidiane. E’ per questo che, questo evento ci scuote dal profondo, perché nella società occidentale alle quale apparteniamo, ci siamo impegnati in vite sempre più piene di cose da fare e sempre più orientate alla perfezione, quando in altre parti del mondo, la situazione continuava a peggiorare. Ma quelle parti siamo noi! Perché tutti apparteniamo alla Vita e, insieme, la co-creiamo. E tutti noi in realtà, come specie, portiamo dentro quegli eventi, anche se non li abbiamo vissuti in prima persona. In un articolo pubblicato sul portale Psicoadvisor, che vi consiglio di leggere e che potete trovare a questo link, si indica come l’Epigenetica, abbia ormai scoperto, che i traumi vissuti dai nostri antenati vengono tramandati nel Dna, almeno nelle tre generazioni successive, a scopo precauzionale, in modo che le future generazioni siano già attrezzate, nel caso in cui quell’evento accada di nuovo. Questo significa che nel nostro Dna, esiste l’esperienza della guerra, della violenza, della danza carnefice/vittima, alla quale stiamo assistendo in questi giorni. Questa è quindi una grandissima occasione per vederla e poterla trasformare, non attraverso il giudizio o la colpa, ma attraverso la comprensione e l’integrazione dell’ombra, che questa esperienza mi fa vedere. Per farlo, però, ho bisogno di allargare i miei orizzonti Non posso trasformare nulla, se resto nello stesso piano di comprensione dell’evento che sto vivendo. Per farlo, ho bisogno di elevarmi, di entrare in una dimensione più alta, che mi permette di avere una visione più ampia. Questa visione mi può guidare a comprendere, che tutte le forze della vita lavorano insieme per un equilibrio più ampio che, noi, come piccoli esseri umani, non siamo in grado di comprendere a pieno con la nostra parte razionale, ma siamo in grado di sentire con la nostra parte più profonda.. Esattamente come il nostro corpo che lavora ogni singolo istante per favorire la sua omeostasi, il suo equilibrio, che è fatto continuamento di creazione di nuove cellule e morte di quelle che hanno esaurito il loro compito, noi come Corpo vivente, composto da tutte le forze viventi che compongono la giostra della vita, abbiamo la stessa forza che ci muove e che, quindi, cerca costantemente l’equilibrio generale della Vita, non di noi esseri umani, e nè tanto meno di noi singole individualità. In questo senso, è importante allinearci a questo movimento ma per farlo, abbiamo bisogno di radicarci dentro di noi, tornando alla nostra verità interiore, che è quella che ci spinge naturalmente a prendere parte a questo tutto, in base al ruolo che abbiamo scelto di interpretare. Fare questo ci consente di lasciare andare le illusioni, le visioni, il velo Maya, che abbiamo costantemente davanti agli occhi e che gli strumenti che abbiamo creato, potenti quanto noi, ma come noi così male utilizzati, ci proiettano continuamente. Per dirla alla Matrix (consiglio la visione almeno del primo film della serie a chi non l’ha fatto), di fronte a questo conflitto, possiamo scegliere, di nuovo, se prendere la pillola blu e continuare a restare nella Matrix e nelle illusioni che costantemente tengono impegnate le nostre vite e le nostre, sapendo che questi eventi si verificheranno ancora in futuro , oppure se prendere quella rossa, e entrare dentro di noi e cogliere questa grande opportunità di comprensione che la vita ci sta offrendo.


