“L’amor che move il sole e le altre stelle”. Questo è stato il verso che mi è venuto di getto, non appena le mie dita hanno iniziato a digitare nella tastiera per far uscire le parole che si agitavano in me. Quando, infatti, tempo fa, ho approfondito il tema dell’Amore, mi sono imbattuta in un significato etimologico che mi ha colpita molto. Tra le tante derivazioni e le tante interpretazioni della parola, ne risulta una che vede la A di amore come privativa di origine greca, davanti alla parola latina Mors, che significa morte. L’ Amore, cioè, è quella forza che tende verso la vita e si allontana dalla morte. Quindi, ogni volta che affermiamo ciò che siamo e ciò che sentiamo in noi, stiamo amando. Tutte le volte che lasciamo che la vita nelle persone intorno a noi si manifesti, stiamo amando. Quando coltiviamo una pianta, annaffiamo un fiore, curiamo un animale, stiamo amando. Se ci mettiamo ad analizzare la nostra vita, scopriremo ben presto che ci viene più semplice e più automatico amare che odiare. Se ci pensiamo a fondo, anche l’odio deriva dall’amore, perché scaturisce sempre da un bisogno di amore non accolto. Quando ci sentiamo feriti, non compresi da una persona, da una situazione, allora proviamo repulsione, rifiuto fino ad arrivare, quando il sentiamo è molto inteso, all’odio. E’ importante ricordare infatti che l’Amore è la forza che muove il bambino verso il genitore. E’ quella “strategia interna” che ha trovato la vita per affermarsi, per andare avanti, per trovare nutrimento e calore. Berne, il padre dell’analisi transazionale, ha chiarito bene come il bambino quando nasce ha bisogno di carezze, di attenzioni. Senza queste, “la spina dorsale avvizzisce”, tanto è importante questo carburante per l’evoluzione della vita, Se consideriamo che la spina dorsale ci spinge verso l’alto, ci eleva, ci aiuta a muoverci nel mondo, comprendiamo più profondamente le parole di Berne. Quando questo nutrimento, non arriva, si inizia a sentire rabbia, risentimento che possono portare, nel tempo, ad azioni di allontanamento, rifiuto o anche violenza. Ma queste azioni hanno origine da un bisogno di amore non accolto! Da quando questo è chiaro dentro me, ogni giorno, in ogni evento, scorgo l’Amore. L’Amore che si afferma in positivo come forze libera e vitale di affermazione della vita ma anche l’Amore negato che spinge, a volte, verso forme di violenza verso sé stessi o verso altri. In questo, la mia esperienza con i detenuti è illuminante. Anche nelle situazioni più drammatiche, di fronte a vite spezzate per mancanza di amore e di riconoscimento sin da piccoli, ho visto che portare accettazione, calore e apertura, anche in piccoli gesti, può creare grandi cambiamenti. Questa forza vitale infatti è sempre dentro di noi, e non appena viene alimentata e riconosciuta inizia a produrre piccoli e grandi trasformazioni. Non è mai troppo tardi quindi per iniziare ad alimentarla, perché è insita in noi, fa parte della nostra anima. E’ quello che ci accomuna “ al Sole e alle altre stelle” e, così come Dante recita, è alla base del loro movimento, è alla base anche di quello di noi “piccoli” esseri umani. Sta a noi portare consapevolezza in questo e scegliere in che direzione lasciare che questo movimento ci conduca.


