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Debora Pellegrini

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Debora Pellegrini

Pensieri erranti

Qui trovate le mie riflessioni, i vagabondaggi della mia mente e della mia anima, il frutto della magia che ogni volta vedo nascere negli incontri con le persone che incontro ogni giorno nel mio lavoro. 

 

Mi auguro vi possano essere di ispirazione!

In quale direzione va la nostra barca?

2023-01-26 15:17

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In quale direzione va la nostra barca?

La parola “immagine” ha origine dal latino imitaginem o meglio mimaginem che contiene la radice MIMOS, che significa imitatore. Quindi è una parola che in

La parola “immagine” ha origine dal latino imitaginem o meglio mimaginem che contiene la radice MIMOS, che significa imitatore. Quindi è una parola che in sé racchiude il senso dell’imitare, del mimo. Ma imitare cosa? In che modo tramite l’immaginazione, imitiamo? Chi stiamo imitando?


Domande che fanno girare un po' la testa e che ci portano ad entrare in concetti e in mondi, ai quali non diamo mai troppo spazio. Se seguiamo il significato etimologico che collega la parola immagine all’imitare, possiamo dire che noi, attraverso l’immaginazione, imitiamo ciò che conosciamo, sia ad un livello cosciente, sia ad un livello inconscio. Con la nostra immaginazione, quindi, riproduciamo modelli o schemi che abbiamo appreso da bambini, ma possiamo anche riprodurre possibilità che albergano nell’inconscio collettivo, che contiene tutte le esperienze psichiche che come umanità (ma anche come specie viventi) abbiamo condiviso e condivideremo nel futuro. Allora la domanda giusta che possiamo porci è: in che direzione è rivolto il mio sguardo? E’ rivolto a ricreare un passato che si mi ha protetto, mi ha fatto crescere ma che, ad un certo punto della mia vita, può limitare la mia possibilità di andare oltre e di volare, oppure è rivolto verso il futuro, un futuro che è già qui (come la fisica quantistica ci insegna) e che può essere diverso dal nostro passato, se solo ci diamo la possibilità di sognarlo? Certo, può essere difficile per noi, pensare di poter immaginare qualcosa che non conosciamo e non abbiamo vissuto, ma se non lo abbiamo fatto noi, sicuramente qualcuno nel mondo, e nelle generazioni presenti (o future) lo ha già fatto. Immaginare qualcosa di evolutivo per la mia vita, ha il vantaggio di creare in me quelle emozioni e sensazioni che sono poi quelle che mi guideranno nel quotidiano, verso la realizzazione di quella realtà. E’ un po' come quando si fa sci nautico: io sono negli sci e sto attaccato all’imbragatura che viene trasportata dalla barca. La barca è l’immagine che mi attira verso di lei e punta nella direzione del futuro. Anche James Hillman, nel suo bellissimo libro Il codice dell’anima, sosteneva che la nostra anima (da lui rivisitata nella parabola della ghianda) sin da piccoli ci richiama, per far si  che noi possiamo realizzare ciò che siamo venuti a fare in questa esperienza terrena.


Qui si tratta quindi, di iniziare ad utilizzare la nostra immaginazione in forma consapevole, per creare ciò che si vuole raggiungere. Questo non significa che, poi, non dobbiamo prenderci la briga di impegnarci al meglio, perché tanto "me lo immagino". Questa è una spiegazione semplicistica e anche un po' lassista del pensiero. Significa solo che, se do forza all’immagine e la nutro ogni giorno come si fa come una pianta, sarà questa e il sentire che genera in me, che guideranno le mie azioni verso quel futuro.  Questo ci fa comprendere anche bene, quanto è importante coltivare quella immagine, senza disperderci in altre cose. E qui, faccio riferimento al fatto che ogni giorno noi siamo bombardati da immagini forti che non sono nostre, che spesso sono create a tavolino per crearci una serie di emozioni che non ci liberano, ma anzi ci incatenano di più. Quindi attenzione a quante immagini inseguiamo, perché è un po' come se noi mettessimo un seme in un vaso per farlo crescere e poi improvvisamente nello stesso vaso, ci mettiamo tanti altri semi, di tante altre piante, alcune delle quali magari neanche ci piacciono. La terra, il concime, i nutrienti non saranno sufficienti per tutti i semi, che inizieranno a competere tra loro per sopravvivere e nella migliore delle ipotesi, sarà una guerra che vincerà il più forte, nella peggiore sarà la morte di tutti i semi.


Diamo spazio, quindi, solo a quelle immagini che ci fortificano e lasciamo stare le altre semplicemente perché non ne abbiamo il tempo e non ne abbiamo bisogno.


 


 


 


 



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